Suggestions
Stefania Saccucci
Editor/writer, Consulente Comunicazione& Orientamento, Tutor e docente (Comunicazione & Scienze Umane)
Stefania Saccucci is an independent professional based in Isola del Liri, Italy, who works as an Editor, Consultant, and Tutor.12 Her LinkedIn profile provides some additional details about her professional activities:
Key Information
- Location: Isola del Liri, Italy
- Current Role: Self-employed Editor, Consultant, and Tutor
- LinkedIn Username: stefania-saccucci-a9735930
Professional Activities
Stefania Saccucci's work focuses on the following areas:
- Writing Tutor: She provides tutoring services for writing essays and theses, particularly in the fields of psychology and humanities.2
- Writer and Communicator: Saccucci is involved in writing and disseminating information about psychology and humanities.2
- Counselor: She works as a strategic-relational counselor.2
Her diverse skill set allows her to offer a range of services as a self-employed professional, combining her expertise in writing, psychology, and counseling to support clients in various capacities.
Highlights
SULL'ALTA SENSIBILITA' "L’alta sensibilità, o sensibilità di processamento sensoriale, è stata studiata dagli anni ’90 in California dalla dottoressa Aron e dal suo gruppo di ricerca, ed è caratterizzata da fattori genetici, neurologici e comportamentali ben distinguibili, che si manifestano sin da neonati e che determinano principalmente una maggiore profondità di elaborazione di ogni stimolo, interno o esterno. Le persone altamente sensibili (PAS), circa un 20-30% della popolazione, sono nate con una particolare neurodiversità che è funzionale alla specie in termini evolutivi. La particolare capacità di cognizione sociale (empatia), la tendenza alla riflessione prospettica e retrospettiva (ovvero la tendenza a rivedere costantemente possibili conseguenze o alternative del passato e del futuro), la percezione dei dettagli sottili e l’intuizione rendono infatti le PAS particolarmente abili nel problem solving, nel cogliere il “quadro generale” e le connessioni più sottili tra stimoli ed eventi.
Nell’ambito degli studi su questa forma di neurodiversità, Bianca Acevedo, Artur Aron e altri ricercatori delle università di Santa Barbara e di New York nel 2014 hanno scoperto attraverso la risonanza magnetica che questa particolare sensibilità è veicolata da un funzionamento differente di alcune aree cerebrali legate ad attenzione, emozione, cognizione e preparazione all’azione, e altre legate a consapevolezza, integrazione sensoriale, empatia e intuizione, in particolare: corteccia cingolata: coordinamento dell’attenzione e consapevolezza; area pre-motoria: pianificazione dell’azione e controllo comportamentale inconscio; insula: consapevolezza dell’ambiente interno ed esterno in termini di emozioni, stati interiori, posizione del corpo e di altri eventi esterni. viene spesso chiamata “sede della coscienza”. Profondità di elaborazione sensoriale, consapevolezza e intuizione, percezione sottile, responsività emotiva, integrazione e associazione di aspetti multisensoriali. Suscettibilità differenziale: questo tratto amplifica gli effetti, sia positivi che negativi, dell’ambiente circostante. In presenza di un ambiente familiare positivo e rinforzante i bambini altamente sensibili crescono con maggiori capacità di problem solving, maggiore resilienza, intelligenza emotiva e autoregolazione. In un ambiente avverso aumentano invece i fattori di rischio legati a disturbi del comportamento, d’ansia e umore, anche da adulti. Potenzialmente può rappresentare uno svantaggio perché ci rende più esposti al negativo, ma di fatto costituisce anche una grande risorsa perché ci rende più permeabili al positivo. In sostanza l’alta sensibilità consiste nel prestare più attenzione degli altri ai dettagli e nell’utilizzare questa conoscenza sottile e intuitiva per prevedere meglio le conseguenze, sottoponendo ogni cosa a una maggiore elaborazione, collegando e paragonando le esperienze e le situazioni con altre simili, sia consapevolmente che inconsapevolmente" E.Lupo
Io non scendo Donne che salgono sugli alberi e guardano lontano.
“Le donne salgono sugli alberi quando disubbidiscono. E ogni donna che disubbidisce è figlia della prima, più celebrata e dannata delle disubbidienti: Eva. Ascoltando la voce delle nuove Eva, dal dodicesimo secolo a oggi, questo libro riporta gli slanci, le delusioni, le battaglie, le ascese di alcune di loro, mistiche, scrittrici, filosofe, fotografe, ecologiste, imprenditrici, alpiniste, che hanno disubbidito e sono salite sull’albero della consapevolezza e della propria realizzazione." Laura Leonelli
"...la matrice letteraria che diede un impulso alla pratica del farsi fotografare arrampicate su un albero fu il romanzo “Piccole donne”, pubblicato nel 1868. Jo March infatti, la più iconica tra le quattro protagoniste del capolavoro di Louisa May Alcott, adorata da tutte le lettrici del romanzo per il suo carattere ribelle e coraggioso (quindi, all’epoca, maschile), ama leggere, e non a caso ama leggere sul melo di fronte casa. Jo è l’alter ego dell’autrice, in cui si identifica, tra le altre, anche Simone de Beauvoir.
...duecentocinquanta foto anonime, dal 1870 al 1970, che ritraggono donne in cima agli alberi. Insieme alle immagini, quindici storie che intrecciano fotografia, letteratura e cinema per raccontare la forza liberatoria dell’ascesa. Tra le protagoniste Louisa May Alcott, Simone de Beauvoir, Pippi Calzelunghe, Angela Carter, e le triestine Bianca di Beaco e Tiziana Weiss e l’udinese Riccarda de Eccher."
#iononscendo
